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FRANCESCO PROVENZALE: Sui palchi delle stelle.

Francesco Provenzale (noin 1624 – 1704) oli italialainen säveltäjä ja musiikkipedagogi. Provenzale toimi uransa aikana muun muassa s. Maria di Loreton konservatorion johtajana Napolissa sekä Alessandro Scarlattin sijaisena Napolin varakuninkaan hovin kuoromestarina. Provenzalea pidetään yhtenä napolilaisen oopperakoulun perustajista. Vain kaksi Provenzalen säveltämää oopperaa on säilynyt nykypäiviin asti: Il schiavo di sua moglie (1672) ja La Stellidaura vendicata (1674).

Kantaatti (ital. cantata, laulaen) on Italiassa kehittynyt vokaalikamarimusiikin muoto. Pronvenzale on yksi kansankielisen joulukantaatin kehittäjistä. Yleisimmin joulukantaateista tunnetaan Bachin teokset. Tässä on Provenzalen kantaatti Sui palchi delle stente esittäjänään Antonella Ippolito, Cappella Neapolitana orkesteri ja johtajanaan Antonio Florio.

Recitativo
Sui palchi delle stelle
Aspettando l’avviso
Dell’infante divino
Era di sentinella un serafino
Quando dell’aure erranti
Gonfie dell’altrui canti
Mentre formava il ciel di gioie un’eco
Le pompe udì d’un fortunato speco.

Aria
Sciolse all’hor le piume d’oro
E spargendo di faville
Un bellissimo tesoro
Squarciando il ciel le nubi penetrò
E nell’humil capanna si fermò.

Recitativo
Vide in humida grotta
Languir tremant’un dio
E sul volto beato
Caldo spirar di duo giumenti al fiato.
All’hor in un sospiro
Disse e fia vero oimè:
Che sia quello il mio Re?

Se capace di tormento
Foss’il cor d’un serafino
Hoggi a’ piè di quel bambino
Bramerei vedermi spento.
Siami concess’almen per mio consuolo
Spasimar di pietà se non di duolo.

O bel Ninno e perché cangi
Colle paglie il trono e ‘l regno
Che più stimi un’alma ria
Che del ciel la monarchia.

A questo dir di gelosia bruggiando
Gridò sentite o cieli
Forz’è ch’io mi quereli.

Impazzito è il nostro re
Chi dal ciel lo trasse qui
Per un huom che lo tradì
L’immortal mortal si fé.
2a
Tropp’amor lo trasportò
Si sapess’almen per chi
Per un huom che lo schernì
Quand’appena lo creò.

Torn’il mondo in libertà
Esca l'huom di servitù
Che nascendo il mio Gesù
Le catene ha rotto già.